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Racconto di te e di me.

Oggi ti ho pensato. Più del dovuto. Più di quanto mi permetta di solito. Oggi ho pensato a noi, a come sarebbe stato, a come saremmo noi se solo ci avessimo provato. Se non ci fossimo arresi al primo ostacolo, al primo pregiudizio, al nostro orgoglio. Oggi ho raccontato di te, del tuo sorriso, della tua barba sempre incolta, dei tuoi occhi, della tua risata, della tua pazzia, del tuo modo di trovare sempre il lato positivo delle cose. Oggi ho raccontato di te con me, di quanto mi facessi sorridere, delle volte che arrossivo al solo guardarti, delle farfalle nello stomaco appena ti vedevo arrivare o delle volte che mi facevi incazzare. Oggi ho raccontato di noi, di quanto sarebbe stato bello se avessimo resistito.

L'una di notte

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La verità è che sono l'una di notte, ed io aspetto un tuo messaggio in cui c'è scritto "Scendi, devo parlarti." Ed io, in pigiama, apro l'armadio e prendo la prima cosa che capita, metto un po' di mascara e, mentre scendo le scale, forse già so cosa vuoi dirmi. Ma, quando ti vedo, faccio finta di niente, e ti dirò con il mio solito fare un po' arrogante "che c'è?" e tu resti per un po' in silenzio, ti torturi le mani, sorridi imbarazzato e mi dici che non sai come dirmelo. Poi all'improvviso lo dirai: "mi piaci, credo di essere innamorato di te". Il mio cuore inizierà a battere più forte, le farfalle che già svolazzavano nel mio stomaco inizieranno a battere le ali più velocemente e sorriderò mentre combatto, dentro di me, una guerra contro la razionalità e il sentimento. Penso a cosa fare, cosa dirti, se baciarti o dirti semplicemente "No". Ma poi scelgo di rischiare, ma anche di proteggere quel piccolo bran...

Anche stasera...

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E anche stasera ho sbagliato tutto. Anche stasera mi sono ritrovata su una panchina a piangere. Stasera mi hanno abbattuta. Sono passati...mi hanno vista piangere ed hanno vinto. Che odio. Gli sarò sembrata patetica...sola, su una panchina mentre loro uscivano per fare serata. O forse sono io che mi considero patetica?

Forse, tutto questo mi mancherà.

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Oggi ho visitato un campeggio, uno di quelli belli con i viali, il campo da calcio, quello da tennis, il bar, la discoteca...diciamo il contrario del campeggio in cui sono cresciuta e ho realizzato una cosa: se dovessi un giorno lasciare definitivamente il campeggio, ci resterei davvero male. Perché nonostante le liti, i baci non dati, le parole non dette, le amicizie finite, gli amori perduti, nonostante questo campeggio sia diventato un vero malessere per me, sento sempre una strana nostalgia quando vado via. Sarà che ormai, comunque siano finite le cose, qui ci ho passato tutta la mia infanzia e la mia adolescenza...ed è stato bellissimo. Ma le cose cambiano...e le prime a cambiare sono le persone. Iniziano a delulderti e tu inizi a starci male, quindi preferisci lasciarle perdere per preservare te stessa. Ma i luoghi, i luoghi hanno dei ricordi...che siano belli o brutti è sempre difficile lasciarli andare.